Attività fisica e Microorganismi

Sappiamo quanto sia importante l’attività fisica per il nostro benessere psicofisico e per il nostro aspetto, ma altrettanto lo è per la salute dei microorganismi (microbiota) che colonizzano il nostro intestino. È ormai ampiamente comprovato come i batteri commensali interagiscano con l’ospite determinandone la salute fisica e mentale. Recente è invece la scoperta di come ci sia una relazione dinamica anche tra l’esercizio fisico e la composizione del microbiota intestinale. Questi risultati sono emersi confrontando il profilo batterico intestinale di atleti professionisti con quello di persone sedentarie o scarsamente attive. L’attività fisica sembrerebbe favorire l’abbondanza di specie associate alla produzione di butirrato, un acido grasso a catena corta fondamentale che, tra le sue tante funzioni, garantisce l’integrità della barriera intestinale prevenendo quindi il passaggio di patogeni o metaboliti nella circolazione sistemica.

Non solo sport!

Si dice che il nostro intestino sia il “secondo cervello” e non a caso: la maggior parte dei neuroni del nostro corpo sono nel sistema nervoso centrale, ma al secondo posto, per quantità di neuroni, troviamo proprio l’intestino. La serotonina, ad esempio, famosa a livello celebrale per le sue proprietà, è maggiormente concentrata nel tratto intestinale. Un altro esempio che ben esprime le potenzialità psicologiche dell’intestino è legato all’andare al bagno quando si visitano posti nuovi: quanto spesso hai avuto difficoltà in bagno mentre eri lontano da casa? Questo succede perché la Psiche influenza anche il tratto digerente. Il rapporto di influenza è bidirezionale ed è comprovato che anche l’intestino influenza la nostra Psiche! Stupefacente, vero?

Nutrire gli enterociti

Ma veniamo al dunque e cerchiamo di capire come il microbiota positivo aiuta il nostro benessere ancora più nello specifico! Le cellule dell’intestino, gli enterociti, si nutrono di acidi grassi a corta catena. Ricordi quando li abbiamo citati? Esatto! L’attività fisica aiuta a produrne in abbondanza, ma anche una giusta alimentazione è fondamentale per questo scopo. Infatti alcuni tipi di carboidrati (come le fibre solubili e gli amidi resistenti) vengono convertiti dai batteri in acidi grassi a corta catena e nutrono così le cellule dell’intestino, le quali poi inviano segnali sul senso della fame e della sazietà a livello ipotalamico. Più gli entoriciti stanno bene e più siamo sazi. La regolazione della fame, passa quindi per un microbiota positivo!

Purtroppo però, è molto più frequente andare incontro alla disbiosi, ossia un’alterazione negativa della flora batterica. Le tipologie principali di disbiosi sono tre:

Deficitaria

Dipende da uno stile di vita non sano, solitamente legato all’abuso di sigarette e alcolici (che sono anche una delle principali cause della cellulite), dall’assunzione di antibiotici e a un quantità eccessiva di stress. Va combattuta con un miglioramento dello stile di vita e con l’assunzione di lattobacilli e bifidobatteri.

Putrefattiva

Riguarda la parte finale dell’intestino e si presenta quando assumiamo troppa carne, in special modo se di allevamento intensivo, e troppi grassi. Si combatte attraverso prebiotici (fibre solubili e amido resistente) e lactobacillus ramnosus.

Fermentativa

Questa riguarda la prima parte dell’intestino e avviene quando abusiamo di carboidrati e zuccheri. Il modo migliore per combattere questo tipo di disbiosi è riducendo la quantità di carboidrati e zuccheri e facendo un test delle intolleranze.

Le disbiosi non sono tutte uguali ed è possibile fare un controllo delle feci o delle urine per distinguerle e quindi  intervenire nel modo migliore.

Concludendo 

La virtù sta nel mezzo. Prestiamo massima attenzione ai circa 2 kg di microrganismi presenti nel nostro intestino, avendo cura di scegliere uno stile di vita sano: un’alimentazione sana ed equilibrata, pensieri sani e corrispondenti al nostro autentico modo di essere e un’attività fisica totalmente appagante per il nostro corpo e la nostra anima.


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